Stare qui su e maledire quello che sei ora è come prendersela col mondo intero da una remota stradina di uno stato del west americano, persa in chilometri e chilometri di nulla. Che poi quelle stesse strade su cui sfrecciare, col sole cocente e la musica a dettare legge sul motore ruggente, sono quelle che ti ho promesso di farti vedere, un giorno, quando avrai capito che ogni singola ora che passa è un’ora in meno per prendere in mano la propria vita ed essere liberi.

Mi chiedi sempre perchè io riesca a dire sempre la cosa giusta al momento giusto, mentre tu sei un lampo a ciel sereno, un’arsura per me che vorrei solo il calore del fuoco: io, il perchè, lo so. Perché tra me e te ci sei solo tu, da sempre solo tu,e il mio silenzio non ha valore perché non hai capito che è in lui che devi cercare me. Non nelle cose che ti dico, sempre soggette alle convenzioni di un mondo intero che preme, stringe e soffoca. Vedevo in te la libertà e il puro istinto, quando tra i due l’unico ad essere davvero libero sono io. Ci vuole abbastanza dignità anche per soffrire e concedersi il dolore: ma starai male anche tu, quell’ora di troppo che ti farà scoppiare. Io il botto lo sentirò, e sai con  certezza che correrò come un pazzo per salvare quello che rimarrà di te.